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Pino Marino: One Man Show d'autore
Recensione sezione ospiti MArteLive del 9 maggio
A cura di Luca Cacciatore

 

Lo preciso sin dall’inizio. No non c’è nessun errore di battitura, o tanto meno di dimenticanza. Come ogni giorno di marte(live), sul palco principale dell’Alpheus tre artisti hanno intrattenuto il pubblico, ma il titolo sottolinea come la presenza ingombrante di Pino Marino (e non solo per il nesso botanico) abbia oscurato i suoi pur apprezzabilissimi colleghi. Se poi vi dicessi che l’eccentrico cantautore era armato della sua sola voce e di due mani per accompagnarsi con una chitarra acustica- ma senza alcun ausilio effettistico stile Alex Britti- ci credereste se vi assicurassi che non c’è stato un secondo di monotonia? E’ da tempo ormai che tra gli addetti ai lavori si sprecano elogi e incensamenti per questo personaggio, e la mia curiosità di vederlo alla prova è stata finalmente soddisfatta. Ora faccio ufficialmente parte di questa ristretta setta di ammiratori, e come tutti gli amanti della musica spero che questa loggia massonica si estenda il più presto possibile. Non possiamo lamentarci sempre al grido dello stereotipato slogan “il mercato discografico italiano è in crisi” finché esistono personaggi come questo piccolo grande uomo. La fredda macchina del mercato può anche ignorare queste realtà, ma esistono e vanno rivalutate. Pino Marino ne è la prova, e  nel sottobosco musicale è “la pianta più rigogliosa” che merita il giusto elogio.

Come ogni innovatore, Pino è un figura difficilmente inquadrabile, e ancora più arduo è descrivere le sensazioni provate durante il suo show. Dire che è un tipico cantautore italiano e porre il paragone con lo stile e l’ironia di un Rino Gaetano, può agevolarmi in questo compito ma rischia di essere riduttivo. Pino è le canzoni che canta, è le parole che grida a squarcia gola, è la rabbia e la morbosità erotica con cui aggredisce il suo strumento. Pino è la sua arte, e questo è il preambolo della genialità. I suoi testi hanno una fortissima valenza evocativa, immagini che nascono dalla mente dell’artista è che si insinuano nella testa dell’ascoltatore come un virus che infetta il sistema, ma con proprietà benefiche. Sul palco con la sua sola chitarra è riuscito a ricreare il coinvolgimento di una piccola orchestra folk. Senza perdersi in superflui virtuosismi, le sue doti di chitarrista ritmico, i suoi arpeggi ricercati, le sue soluzioni armoniche orchestrali, tengono lontano qualunque barlume di noia. A volte seduto, a volte in piedi, a volte quasi capovolto a testa in giù; sul palco Pino entra in una autentico stato di trans. Non c’è distanza tra lui e il pubblico. La sua arte è diretta e coinvolgente allo stesso tempo, e non c’è nulla che possa fermarlo neanche l’inconveniente tecnico di una chitarra che improvvisamente non è più amplificata. Pino Stacca il jack e quasi scende in mezzo al pubblico senza interrompere la sua canzone, tanto tutti lo sentiamo ugualmente, perché la sua musica ci ha già toccato il cuore. Sublime.

Prima di lui il giovane emergente Enrico Pezza -ormai romano di adozione- ha dato prova con la sua band di un piacevole rock cantautoriale a cavallo tra Francesco De Gregori ed Enrico Silvestri. Un ragazzo sicuramente ispirato, spalleggiato da musicisti di valore e professionalità. Di strada da fare ce n’è ancora tanta davanti a loro, ma le fondamenta di questo progetto sono ben solide.

Infine la band romana degli Acustimantico. Ricca formazione di musica folk arricchita da percussioni, sax, flauti e capeggiati dalla pregevole voce di Raffaella Misiti. Musica popolare che affonda le radici nelle più disparate culture etniche d’Italia, ma che si ispira a ritmi di colore balcanico. Ricercati, raffinati, un ottimo livello tecnico. Ma dopo l’efficacia espressiva del linguaggio semplice e schietto di Pino Marino, questa musica ha assunto un che di artificioso e pomposo che forse in un altro contesto autonomo non sarebbe emerso. Ma del resto chiunque dopo una performance come quella di Pino Marino rischierebbe di essere ridimensionato.        

IL CACCIA
lucacacciatore1980@libero.it

 

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